settembre 2016

umilta

28 Set La lezione del 1980

La lezione del 1980, un bellissimo racconto del compianto Dino Buzzati che parla di potere, umiltà e opportunismo. Imperdibile.

La lezione del 1980 è un racconto che appare, nella sua prima edizione, nella raccolta di racconti del 1966 Il Colombre, del compianto, geniale Dino Buzzati.

il-colombreIl tema, come spesso accadeva nelle storie che raccontava, era molto serio, ma virato ad una ambientazione favolistica che anche dopo così tanti anni mantiene intatta la sua efficacia ed il suo fascino. Non voglio anticiparvi nient'altro; il racconto è chiarissimo così com'è.

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19 Set Il problema dei 9 punti

Il problema dei 9 punti: un classico dei test sulla creatività, utilizzato anche nella valutazione del Quoziente di Intelligenza.

Il problema dei 9 punti è un grande classico dei test che mirano a valutare il Quoziente Intellettivo delle persone cui viene sottoposto ed è oggi un cavallo di battaglia dei tanti che intendono spiegare cosa sia la creatività, e come funzioni. E' un test estremamente semplice, nelle sue linee essenziali, quasi banale: ci sono 9 punti disposti in modo da delineare un quadrato...

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... e il valutatore ti chiede di unire tutti i puntini con un tratto di linea retta. Ma con le seguenti limitazioni. 1) puoi usare al massimo 4 tratti; 2) non devi mai sollevare la matita dal foglio.

Io sinceramente credo che riesca a risolverlo una percentuale estremamente bassa di soggetti, al primo colpo. Perché non solo la soluzione istintiva richiede un modo di pensare veramente fuori dagli schemi, ma quella che avviene durante la somministrazione è una vera e propria truffa. Vediamo perché, e quale è la soluzione.

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10 Set Effetto Barnum

Perché ti riconosci negli oroscopi, nei testi delle canzoni, nei risultati dei test: come funziona il Test di Forer, meglio noto come Effetto Barnum.

forerE' incredibile: il responso di quel tema natale parla proprio di te, e ti descrive molto meglio di quanto non abbiano potuto fare anche persone che ti conoscono molto bene! Allora, c'è da avere fiducia negli oroscopi! O nella lettura delle carte. O nei risultati dei test che ti ha somministrato l'équipe di psicologi durante il colloquio di lavoro. Oppure no?

Lo psicologo americano Bertram R. Forer, che era uno all'antica - si era fatto le ossa dirigendo un ospedale militare in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale - non era molto convinto riguardo alla bontà delle tanto acclamate nuove tecniche diagnostiche che spopolavano presso i suoi colleghi. Lui era un convinto assertore della necessità di una attenta e puntuale valutazione di ogni singolo paziente, preso nel suo contesto e nella sua diversità; gli altri trovavano che, allo luce dello sviluppo di nuovi strumenti diagnostici sotto forma di test progettati da professionisti, tutto questo lavoro fosse inutile. Prendevi il paziente, gli somministravi il test - poteva farlo anche un assistente, o un inserviente, o se era per questo, una scimmia - e poi raccoglievi i risultati. Semplice, rapido, economico.

Forer non era per niente convinto di questo. E ideò un test per giudicare l'attendibilità  dei test. 

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ciclismo

01 Set Rosicchiare.

Rosicchiare.La teoria dei guadagni marginali: cosa succede quando rosicchi piccoli vantaggi qua e là. Un centimetro alla volta: parola di Dave Brailsford.

Giro d'Italia 2016, tappa a cronometro. 

I favoriti: Dumoulin, l'asso spagnolo della cronometro Valverde, Nibali, di cui si attende l'exploit.

Curiosità per l'altro spagnolo, Mikel Landa, che è entrato da poco nel Team Sky e che il manager / Guru della squadra, Sir Dave Brailsford, ha voluto come leader del gruppo.

Contro ogni aspettativa, Landa si qualifica a soli 7'' da Nibali e al suo compatriota Valverde appioppa un rotondo 4'' di distacco. Molti gli sbalorditi, tra gli spettatori e tra i tecnici. Quelli che invece sanno come lavora Brailsford e ritengono che il suo metodo sia valido, alzano le spalle e commentano: c'era da aspettarselo. Perché lui è quello che ha capito che rosicchiare conviene.

BrailsfordIn effetti, Dave Brailsford non è nuovo a queste imprese. Nei primi 98 anni di Tour de France nessun inglese si è mai classificato tra i primi tre. Poi, nel 2012, all'improvviso Bradley Wiggins arriva primo, e il suo compagno di squadra, Chris Froome, secondo. Froome arriva primo anche nel 2015 e nel 2016; la squadra inglese porta a casa anche sette medaglie su dieci disponibili nelle olimpiadi 2012. Come diavolo... ?!?

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