aprile 2016

albero lotta

28 Apr Non cedere.

Non cedere. Anche una canzone può darti la forza quando non hai nessun altro posto dove andarla a prendere. 

Non cedere. Questa la sintesi, questo il significato, il messaggio della bellissima canzone Don't Give Up di Peter Gabriel: non cedere. Quelle delle canzoni sono parole che ti possono arrivare molto più rapidamente, più a fondo e più a lungo di qualsiasi altra. Nessuno sa il perché; è una prerogativa della nostra razza. Sappiamo solo che funziona. E quello che funziona, noi lo usiamo, senza star lì a farci tante domande. Perché a tutti arriva il giorno in cui proprio non ce la fai; hai voglia a dire, porta pazienza, domani sarà migliore, hai tanti motivi per continuare, non ti arrendere. E' la fossa in cui vengono seppelliti tutti i cadaveri eccellenti dei tanti motivatori di mestieresteve mcqueen ball e amatoriali: non puoi spingere un cavallo defunto. Non puoi portare motivazione laddove non ce n'è, e la speranza, l'unica cosa che può aiutarti in certi momenti, è una fiammella troppo, troppo tenue. Ed ecco: è arrivata l'ora più buia. E non hai nessuno al tuo fianco. Come fai?

Se non riesci a lottare, se non ne hai la forza - è possibile, inutile ingannarci - siediti e aspetta. Un respiro alla volta, e controlla di essere ancora qui, momento dopo momento. Passerà. Qualsiasi cosa sia, passerà anche questo. Conserva le forze; ricordati chi sei; tieni salda la tua rabbia, il tuo orgoglio. Da qualche parte c'è qualcuno che sta pensando a te, a un te che potresti essere tu. Non sei solo.

Mentre Peter Gabriel racconta della propria sconfitta, la voce di Kate Bush, senza forzare, lo porta dolcemente verso la riva: non cedere. Fatti forza; c'è un luogo cui apparteniamo, vivi per cercarlo, se non per raggiungerlo. Che importa se é una voce immaginaria? Fai in modo di ascoltarla.

Questa canzone ha salvato la vita fino ad oggi a innumerevoli persone, nel loro momento più insopportabile. Non c'è motivo di pensare che la voce che ti chiede di non cedere, per favore, non si stia rivolgendo proprio a te. Tieni duro. Non cedere. Aspetta il tuo momento. 

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facchino

25 Apr Si é sempre fatto così.

Si é sempre fatto così è la frase che vi segnala che siete di fronte ad una impasse del pensiero. Ma non del pensiero creativo, o meglio, non soltanto: più che altro, del coraggio. 

Sì è sempre fatto così è la frase che vi segnala, forse più di qualsiasi altra, che siete di fronte ad una impasse del pensiero creativo, e non solo di questa: anche del coraggio. Della voglia, della determinazione - a volte, ne basterebbe pochissima - necessaria a calpestare la riga che separa la nostra comfort zone dallo spaventoso ignoto che la circonda. Spaventoso, beninteso, più che altro per il nostro povero cervello che, trovandosi di fronte alla scelta se seguire gli schemi già percorsi in precedenza e tentare strade nuove, se non addestrato specificamente opterà sempre (o quasi) per la prima opzione, per risparmiare energia. Fantastico, se avete la possibilità di vivere tutta la vostra vita senza la minima necessità di apporre cambiamenti al vostro percorso; un disastro, se così non é (ovvero: sempre).

ruote quadrateD'ora in avanti, visto che vi metto sul chi va là, quando vi troverete di fronte a questa frase (detta da altri, detta da voi stessi) vi accorgerete che non é altro che una faticosa razionalizzazione di quella grande costante che é la paura del cambiamento in se stesso. Per meglio spiegarvi, vi faccio l'esempio di tre grandissime e semplici invenzioni che hanno cambiato il mondo, in piccolo o in grande, che oggi diamo per logiche e scontate ma che hanno tardato moltissimi anni ad apparire per il semplice motivo che nessuno aveva pensato ad esse; oppure, perchè si riteneva che fossero fondamentalmente inutili e superflue. 

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falso amico

18 Apr Se desideri sondare il cuore di un amico.

Se desideri sondare il cuore di un amico, ammalati: una delle massime del libro Hagakure, antico viatico dei Samurai, scritto da Yamamoto Tsunetomo.

Yamamoto Tsunetomo scrisse il libro Hagakure ( titolo completo, Hagakure kikigaki, "annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie") tra il il 1710 ed il 1720, un periodo storico in cui la leggendaria tradizione marziale giapponese era ampiamente in declino e condannata alla sparizione; il Giappone all'indomani della battaglia di Sekigahara (1600) vide poco a poco l'ascesa della classe dei mercanti, e lunghi periodi di pace e prosperità. Tuttavia ci fu chi, come appunto l'autore del libro, mal sopportava quello che considerava un terribile degrado dei costumi morali e sociali. Le massime contenute in Hagakure sono a volte velate da una amara ironia, a volte da profonda nostalgia per un codice di condotta che parlava di un tempo in cui onore, lealtà e coraggio erano valori ben più importanti del reddito. 

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trapezisti tramonto

14 Apr La responsabilità limitante.

La responsabilità limitante è quando tu credi fortemente di dovere qualcosa al mondo, mentre invece non sta scritto da nessuna parte.

Immagino che abbiate sentito parlare molte volte di responsabilità limitata. Forse però non vi siete mai fermati a riflettere sul concetto di responsabilità limitante. Eppure, con ogni probabilità lo vivete ogni giorno - o meglio, lo subite. Poco male: oggi rimediamo a questa possibile lacuna.

La responsabilità limitante é quella cosa per la quale vi sentite sempre in difetto, sempre col fiatone, anche quando vi state prendendo un attimo di riposo. L'attimo prima siete lì che allungate le gambe sotto al tavolo; il momento dopo, i sensi di colpa vi prendono per la collottola e vi chiedete se non stiate, in fondo, sprecando il vostro tempo. Sprecando le vostre risorse, tutte quelle belle qualità. E pensare che ti abbiamo fatto tanto studiare, e sai che contiamo su di te, e pensavo tu fossi diverso e migliore, e non ce lo saremmo mai aspettati, da lei, una così buona famiglia. E insomma, avete capito l'antifona: addio relax. 

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arbitro byron moreno

08 Apr Argumentum ad hominem

Argumentum ad hominem, una delle più antiche strategie della retorica, ancora oggi estremamente usata quando si vuole avere la meglio in una discussione.

L'argumentum ad hominem é una delle più antiche strategie dell'arte retorica, usata quando si vuole avere la meglio in una qualsiasi discussione nella quale non basti la forza della nostra argomentazione e la logica ci sia contro. E' un trucco estremamente facile da usare, tanto che  il suo utilizzo può tranquillamente passare inosservato; tendiamo ad usarlo in maniera così massiccia e spesso istintiva che, se non prestiamo attenzione - come accade del resto per molte di queste fallacie logiche - il ragionamento sembra filare. E invece...

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Beatles walking

05 Apr La meditazione del camminare.

La meditazione del camminare: facilissima, efficace, economica e anche divertente. A modo mio, però.

La meditazione del camminare é una modalità alternativa allo starsene fermi in panciolle, o in posizioni che per molti saranno scomode, impraticabili o innaturali - senza contare quelli che proprio non riescono a starsene fermi, eh! - di facilissima comprensione ed applicazione che rischia, tra le tante possibili, di essere una tra le più efficaci in assoluto. Ed é anche divertente e istruttiva. Fatta a modo mio, però. Perché a me quella che tramandano oggi i super esperti della Mindfulness (che poi si copiano l'uno con l'altro) mi piace davvero poco, per una serie di motivi. Che ora vi vado a spiegare, assieme alla mia immodesta proposta. 

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fate di cottingley

01 Apr Conan Doyle, Sherlock Holmes e le Fate di Cottingley

Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e alfiere del Metodo Deduttivo, e lo strano caso delle Fate di Cottingley.

sir arthur conan doyleIl mistero delle Fate di Cottingley appassionò un'intera epoca e riuscì a dare scacco anche a Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e alfiere del Metodo Deduttivo; il quale, nonostante la nonostante la sua intelligenza e il metodo che aveva reso famoso col suo personaggio - fu egli stesso un consulente investigativo per Scotland Yard, e risolse alcuni casi grazie alle sue capacità deduttive - non riuscì a venire a capo del quesito, finendo col garantire circa la sua veridicità. Correva l'anno 1917, e due cugine di sedici e dieci anni finirono agli onori della ribalta per aver fotografato, nel proprio giardino, una serie di piccole fate impegnate in varie attività. Dalle mani delle ragazzine alle sedute della  Theosophical Society di Bradford il passo fu breve, e ne nacque un caso che, a ridosso del primo conflitto mondiale, incuriosì molti appassionati dell'occulto, che in quell'epoca di terribili tragedie, di rivolgimenti sociali e di grave incertezza erano particolarmente interessati a tutto quanto di misterico potessero trovare. 

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